Reddito cittadinanza: occhio ai divorzi “pilotati”

In caso di separazione o di divorzio dopo il 1° settembre 2018, gli ex coniugi dovranno certificare di non risiedere più nella stessa casa con “verbale della polizia municipale”

Stretta su finti divorzi e separazioni

L’ultimo emendamento, a tal proposito, è quello proposto dalla Lega ed approvato in commissione Lavoro al Senato, nel testo licenziato ufficialmente per l’aula, per evitare separazioni e divorzi che facilitino (falsamente) il diritto a percepire il reddito di cittadinanza.

Tante sono state le segnalazioni dai vari Caf territoriali, unite a quella della Guardia di finanza.

Il giro di vite sui furbetti prevede che, in caso di separazione o divorzio dopo il 1° settembre 2018, gli ex coniugi dovranno certificare di non risiedere più nella stessa casa con “verbale della polizia municipale”.

Chi ha deciso sinceramente di mettere fine alla propria relazione, ha cambiato casa ed ha i requisiti per ricevere il sussidio, non avrà dunque problemi ad ottenerlo. Per gli altri, coloro che, si scoprirà, hanno attestato il falso, ci sarà da attendere un bel po’ prima di poter ottenere il reddito. Ben 5 anni: tanto durerebbe l’esclusione dal beneficio per chi rilascerà dichiarazioni false.

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